{"id":7055,"date":"2019-03-29T18:28:20","date_gmt":"2019-03-29T17:28:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vitrioliprincipepiemonte.edu.it\/wp2\/?page_id=7055"},"modified":"2026-07-07T17:36:06","modified_gmt":"2026-07-07T16:36:06","slug":"b-e-s","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.vitrioliprincipepiemonte.edu.it\/wp2\/b-e-s\/","title":{"rendered":"B.E.S."},"content":{"rendered":"\r\n<pre style=\"font-size: 17px;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong><a style=\"color: #ff0000;\" href=\"http:\/\/www.vitrioliprincipepiemonte.edu.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/ProtocolloInclusione-1.pdf\">PROTOCOLLO PER L\u2019INCLUSIONE<\/a><\/strong><\/span><\/pre>\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-very-light-gray-color has-text-color has-background\" style=\"background-color: #850022;\"><span style=\"color: #ffffff;\"><strong>\u00a0 Bisogni Educativi Speciali<\/strong><\/span><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9026\" src=\"http:\/\/www.vitrioliprincipepiemonte.edu.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/alunni_bes-2.jpg\" alt=\"\" width=\"249\" height=\"119\" \/><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-text-color\" style=\"color: #6d6e6e;\">La scuola oggi rappresenta una fotografia del mondo circostante, con le sue tante sfaccettature; ogni classe si presenta eterogenea con differenze che vanno dal paese di provenienza di ciascun alunno, alle differenze di tipo socioeconomico delle famiglie e a quelle di tipo culturale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-text-color\" style=\"color: #6d6e6e;\">Per rispondere alle esigenze diversificate dell&#8217;utenza, la scuola, mediante la realizzazione del <strong><a href=\"https:\/\/www.vitrioliprincipepiemonte.edu.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/timbro_P.I._Vitrioli_Principe_Galilei_Pascoli_2025-26-1-signed.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Piano per l\u2019Inclusione<\/a><\/strong> (P.I.), introdotto dalla <strong><a href=\"https:\/\/www.miur.gov.it\/ricerca?p_p_id=101&amp;p_p_lifecycle=0&amp;p_p_state=maximized&amp;p_p_mode=view&amp;p_p_col_id=column-1&amp;p_p_col_count=1&amp;_101_struts_action=\/asset_publisher\/view_content&amp;_101_assetEntryId=412219&amp;_101_type=document&amp;_101_showComments=true\">Direttiva sui BES del 27\/12\/12<\/a><\/strong> e dalla <strong><a href=\"http:\/\/www.vitrioliprincipepiemonte.edu.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/C.M._n.8_06.03.2013.pdf\">C.M. del 06\/03\/13<\/a><\/strong>, successivamente oggetto di ulteriori note e circolari, sia nazionali che regionali, \u201cfotografa\u201d lo stato dei bisogni educativi \/formativi individuando le azioni che intende attivare per fornire le risposte adeguate e si assume collegialmente la responsabilit\u00e0 sulle modalit\u00e0 educative e i metodi di insegnamento\u00a0adottati per garantire l\u2019apprendimento di tutti i suoi alunni.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-text-color\" style=\"color: #6d6e6e;\">Se in passato, infatti, si poteva ritenere efficace una didattica uguale per tutti, oggi la scelta del sistema educativo italiano \u00e8 quella di formare tutti, riconoscendo e valorizzando le differenze anche laddove queste rappresentano dei limiti, nell\u2019ottica di un ambiente che accoglie e valorizza le diversit\u00e0 facendone, anzi, occasione di crescita per tutti.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-9027\" src=\"http:\/\/www.vitrioliprincipepiemonte.edu.it\/wp2\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/BES1-3.jpg\" alt=\"\" width=\"90\" height=\"31\" \/><\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-text-color\" style=\"color: #6d6e6e;\">Il concetto di <strong>B<\/strong>isogno <strong>E<\/strong>ducativo <strong>S<\/strong>peciale si fonda sulla visione globale della persona cui fa riferimento l\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.reteclassificazioni.it\/portal_main.php?portal_view=public_custom_page&amp;id=25\">ICF<\/a><\/strong>\u00a0(Classificazione Internazionale del Funzionamento), che lo definisce come \u201cqualsiasi difficolt\u00e0 evolutiva di funzionamento, permanente o transitoria, in ambito educativo e\/o apprenditivo, dovuta all\u2019interazione dei vari fattori di salute e che necessita di educazione speciale individualizzata\u201d.\u00a0L\u2019espressione Bisogni Educativi Speciali \u00e8 stata introdotta dalla Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012, che\u00a0ne precisa cos\u00ec il significato: \u201cL\u2019area dello svantaggio scolastico \u00e8 molto pi\u00f9 ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di\u00a0speciale attenzione\u00a0per una variet\u00e0 di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e\/o disturbi evolutivi specifici, difficolt\u00e0 derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perch\u00e9 appartenenti a culture diverse\u201d.\u00a0L\u2019utilizzo dell\u2019acronimo BES indica, quindi, quella vasta area di alunni per i quali il principio della personalizzazione dell\u2019insegnamento, sancito dalla Legge 53\/2003, va applicato con particolare attenzione in riferimento a peculiarit\u00e0, intensivit\u00e0 e durata delle modificazioni. L\u2019espressione \u201cBisogni Educativi Speciali (BES)\u201d ha a che vedere proprio con le differenze: \u201cGli alunni con bisogni educativi speciali vivono una situazione particolare, che li ostacola nell\u2019apprendimento e nello sviluppo: questa situazione negativa pu\u00f2 essere a livello organico, biologico, oppure familiare, sociale, ambientale, contestuale o in combinazione di queste. [\u2026] Queste difficolt\u00e0 possono essere globali e pervasive (si pensi all\u2019autismo) oppure pi\u00f9 specifiche (ad esempio nella dislessia), settoriali (disturbi del linguaggio, disturbi psicologici d\u2019ansia, ad esempio); gravi o leggere, permanenti o transitorie\u201d (da Dario Ianes, psicologo e pedagogista da anni in prima linea sul tema dei bisogni speciali).<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-text-color\" style=\"color: #6d6e6e;\">L&#8217;espressione BES \u00e8, dunque, utilizzata per definire tutte le situazioni in cui gli studenti incontrano rilevanti difficolt\u00e0 nel percorso scolastico. Tali situazioni possono essere ricondotte a due gruppi principali:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-text-color\" style=\"color: #6d6e6e;\">1. le situazioni gi\u00e0 oggetto di interventi regolati da una normativa (L 104\/92 &#8211; L 170\/2010)<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-text-color\" style=\"color: #6d6e6e;\">2. le altre situazioni citate dalla DM 27.12.12 o previste dalla L 53\/2003.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-text-color\" style=\"color: #6d6e6e;\">Nel primo caso si collocano tutte le situazioni certificate in base alla normativa specifica; nel secondo, invece, si trovano tutte le altre situazioni di studenti con difficolt\u00e0 scolastica effettiva, dovute a vari motivi, comprese anche le situazioni non certificate. La Direttiva Ministeriale intende garantire una tutela adeguata a queste situazioni non disciplinate da normative specifiche.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"has-text-color\" style=\"color: #6d6e6e;\">Tenendo presente l&#8217;ampio spettro delle situazioni di difficolt\u00e0, la Direttiva individua, quindi, quattro sotto categorie di BES:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li><strong>disabilit\u00e0<\/strong>\r\n<ul>\r\n<li>Con tale termine ci si riferisce alla capacit\u00e0 della persona di espletare autonomamente (anche se con ausili) le attivit\u00e0 fondamentali della vita quotidiana (legge 104 del 1992). Secondo l&#8217;<strong>O<\/strong>rganizzazione <strong>M<\/strong>ondiale della <strong>S<\/strong>anit\u00e0 lo stato di un individuo si associa non solo a funzioni e strutture del corpo umano, ma anche ad attivit\u00e0 a livello individuale o di partecipazione alla vita sociale. Con l&#8217;introduzione dell&#8217;<strong>ICF<\/strong> (<em>International Classification of Functioning, Disability and Health) <\/em>avviene un cambiamento sostanziale che sottolinea un\u2019unificazione nelle forme di descrizione dello stato di una persona. Non ci si riferisce pi\u00f9 a un disturbo, strutturale o funzionale, senza prima rapportarlo a uno stato considerato di \u201csalute\u201d. Il nuovo documento sostituisce i vecchi \u201cimpairment\u201d, \u201cdisability\u201d e \u201chandicap\u201d, che indicano una mancanza per raggiungere il pieno \u201cfunzionamento\u201d, con una differente terminologia. La classificazione ICF sottolinea l\u2019importanza di analizzare la disabilit\u00e0 facendo riferimento ai molteplici aspetti che la denotano come esperienza umana universale, che tutti possono vivere nel corso della loro esistenza. La disabilit\u00e0, infatti, non \u00e8 vista solo come un deficit ma piuttosto come una condizione che va oltre la limitazione\u00a0superando le barriere, sia mentali che architettoniche.\u00a0L\u2019ICF propone, dunque, un\u2019analisi dettagliata delle possibili conseguenze sociali della disabilit\u00e0 avvicinandosi con umanit\u00e0 e rispetto alla condizione del disabile. L\u2019importante innovazione introdotta dalla classificazione \u00e8 che essa analizza lo stato di salute degli individui ponendolo in relazione con l\u2019ambiente circostante e giungendo alla definizione di\u00a0disabilit\u00e0 intesa come una condizione di salute all\u2019interno di\u00a0un ambiente sfavorevole.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li><strong>disturbi specifici dell&#8217;apprendimento (DSA)<\/strong> e<strong> disturbi evolutivi specifici (DSE)<\/strong>;\r\n<ul>\r\n<li>Con l\u2019acronimo <strong>DSA <\/strong>(Disturbi Specifici dell\u2019Apprendimento) si intende una categoria diagnostica, relativa ai Disturbi Evolutivi Specifici di Apprendimento che appartengono ai disturbi del neurosviluppo (DSM 5, 2014), che riguarda i disturbi delle abilit\u00e0 scolastiche, ossia Dislessia, Disortografia, Disgrafia e Discalculia (CC-2007). Sulla base del deficit funzionale vengono comunemente distinte le seguenti condizioni cliniche:\r\n<ul>\r\n<li><strong>Dislessia,<\/strong> cio\u00e8 disturbo nella lettura (intesa come abilit\u00e0 di decodifica del testo)<\/li>\r\n<li><strong>Disortografia,<\/strong> cio\u00e8 disturbo nella scrittura (intesa come abilit\u00e0 di codifica fonografica e competenza ortografica)<\/li>\r\n<li><strong>Disgrafia,<\/strong> cio\u00e8 disturbo nella grafia (intesa come abilit\u00e0 grafo-motoria)<\/li>\r\n<li><strong>Discalculia,<\/strong> cio\u00e8 disturbo nelle abilit\u00e0 di numero e di calcolo (intese come capacit\u00e0 di comprendere e operare con i numeri.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<\/li>\r\n<li>All&#8217;area dei Disturbi Evolutivi Specifici (<strong>DES<\/strong>) afferiscono gli studenti che presentano, oltre ai Disturbi Specifici dell\u2019Apprendimento (DSA), anche i deficit del linguaggio, delle abilit\u00e0 non verbali, della coordinazione motoria, dell\u2019attenzione e dell\u2019iperattivit\u00e0, mentre il funzionamento intellettivo limite pu\u00f2 essere considerato un caso di confine fra la disabilit\u00e0 e il disturbo specifico. In attuazione a quanto stabilito dalla legge 170\/2010 e dal DM 5669\/2011 per gli studenti per i quali \u00e8 stata riconosciuta e certificata una situazione riconducibile a quelle incluse nella dicitura DSA, e pi\u00f9 in generale per gli allievi per i quali \u00e8 evidenziata una situazione afferente all\u2019intero gruppo dei disturbi classificati come \u201c<em>evolutivi specifici<\/em>\u201d, l\u2019Istituto adotta un modello di <em>Piano Didattico Personalizzato <\/em>(PDP), nel quale vengono esplicitate e formalizzate le misure compensative e dispensative messe in atto per favorire l\u2019apprendimento e scelte tra quelle riconosciute dalla vigente normativa.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<\/li>\r\n<li><strong>svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale<\/strong>.\r\n<ul>\r\n<li>Le situazioni di svantaggio socio-economico e culturale vengono prese in considerazione quando costituiscono un ostacolo per lo sviluppo cognitivo, affettivo, relazionale, sociale dell\u2019alunno e generano scarso funzionamento adattivo, con conseguente peggioramento della sua immagine. La scuola, in generale, ed i Consigli di Classe, nello specifico, possono deliberare di predisporre un PDP (Piano Didattico Personalizzato) che tenga conto dei bisogni specifici di ciascuno e che preveda misure, criteri e strategie di intervento, idonei al superamento delle difficolt\u00e0 (con l\u2019adozione, se necessario, di strumenti compensativi e misure dispensative). Le misure dispensative dovranno avere carattere transitorio e si privilegeranno le strategie educative e didattiche aventi come obiettivo il successo formativo. In quest&#8217;are si possono definire tre tipologie di svantaggio:\r\n<ul>\r\n<li>SOCIO-ECONOMICO: alunni seguiti dai servizi sociali, situazioni segnalate dalla famiglia, rilevati dal Consiglio di Classe\/Team docenti attraverso osservazione diretta;<\/li>\r\n<li>LINGUISTICO E CULTURALE: alunni stranieri neoarrivati in Italia o che non hanno ancora acquisito le adeguate competenze linguistiche. Per gli studenti con cittadinanza straniera di recente immigrazione, di norma, l\u2019Istituto mette in atto attivit\u00e0 di supporto allo studio e percorsi linguistici di italiano L2.<\/li>\r\n<li>DISAGIO COMPORTAMENTALE, RELAZIONALE, PSICOLOGICO: alunni con funzionamento problematico, definito in base all\u2019effettivo danno vissuto a livello personale, prodotto su altri e sull\u2019ambiente (senza certificazione sanitaria), con fragilit\u00e0 emotiva e psicologica o con particolari problemi di salute (es. disturbi del comportamento alimentare,..).<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul class=\"wp-block-list\">\r\n<li><strong>alto potenziale cognitivo<\/strong>\r\n<ul>\r\n<li>Fra la popolazione scolastica sono presenti alunni ad alto potenziale intellettivo, definiti Gifted children in ambito internazionale. A seguito del Decreto Dipartimentale n.1603 del 15\/11\/2018 che istituisce il tavolo tecnico con lo scopo prioritario di redigere le Linee Guida Nazionali per gli studenti plusdotati e della nota Miur n. 562 del 3 aprile 2019 che chiarisce che tali alunni possono essere inseriti tra quelli con Bisogni Educativi Speciali prevedendo la personalizzazione degli insegnamenti, la valorizzazione degli stili di apprendimento individuali e il principio di responsabilit\u00e0 educativa.<br \/>La strategia da assumere \u00e8 rimessa alla decisione dei Consigli di Classe o Team Docenti della primaria che, in presenza di eventuali situazioni di criticit\u00e0 con conseguenti manifestazioni di disagio, possono adottare metodologie didattiche specifiche in un&#8217;ottica inclusiva, sia a livello individuale sia di classe, valutando l&#8217;eventuale convenienza di un percorso di personalizzazione formalizzato in un PDP.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PROTOCOLLO PER L\u2019INCLUSIONE &nbsp; \u00a0 Bisogni Educativi Speciali La scuola oggi rappresenta una fotografia del mondo circostante, con le sue tante sfaccettature; ogni classe si presenta eterogenea con differenze che vanno dal paese di provenienza di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-7055","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vitrioliprincipepiemonte.edu.it\/wp2\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7055","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vitrioliprincipepiemonte.edu.it\/wp2\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vitrioliprincipepiemonte.edu.it\/wp2\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vitrioliprincipepiemonte.edu.it\/wp2\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vitrioliprincipepiemonte.edu.it\/wp2\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7055"}],"version-history":[{"count":52,"href":"https:\/\/www.vitrioliprincipepiemonte.edu.it\/wp2\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7055\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25041,"href":"https:\/\/www.vitrioliprincipepiemonte.edu.it\/wp2\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7055\/revisions\/25041"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vitrioliprincipepiemonte.edu.it\/wp2\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7055"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vitrioliprincipepiemonte.edu.it\/wp2\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7055"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}