LA SCUOLA EDUCA IL TALENTO: “NONUNODIMENO”

È questa una delle parole chiave che la prof.ssa Zanetti dell’Università degli studi di Pavia, massimo esperto in materia di Alto Potenziale Cognitivo, ha voluto evidenziare durante l’incontro formativo tenutosi presso l’Aula Magna dell’Istituto Principe di Piemonte. L’iniziativa, organizzata dalla Dirigente Dott.ssa Maria Morabito in collaborazione con il Di.GI.E.S. (Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane) dell’Università degli studi “Mediterranea” di Reggio Calabria, diretto dal Prof. Massimiliano Ferrara, ha visto la partecipazione di un’amplissima platea di docenti di diverse scuole, di ogni ordine e grado, della provincia di Reggio Calabria motivati a conoscere gli strumenti di approccio e gestione in materia di plusdotazione che interessa un notevole numero di alunni che sono, spesso, di difficile individuazione, ma rappresentano un meraviglioso fattore umano di stimolo e di opportunità all’interno delle classi e, conseguentemente, delle scuole.

Ragazzi e bambini con alto potenziale cognitivo (APC) si differenziano per la velocità e lo stile con cui acquisiscono ed elaborano le informazioni e per le caratteristiche di personalità quali l’elevata sensibilità, l’intensità, l’eccitabilità intellettiva, emozionale e immaginativa che possono costituire fattori di rischio per lo sviluppo di problematiche emotivo-comportamentali.

Come ha sottolineato la Dirigente Morabito, “quello che ci spinge a lavorare in questa direzione è senza alcun dubbio la volontà di includere nel progetto formativo scolastico tutti gli alunni, dedicando ad ognuno di loro la giusta attenzione. Gli studenti ad Alto Potenziale Cognitivo rientrano a pieno diritto nella realtà scolastica oggi sempre più sensibile ai bisogni educativi di tutti i discenti. La nostra responsabilità educativa è coltivare talenti, riconoscere, usare e sostenere il potenziale per star bene!

Nella fase di prolusione ai lavori il prof. Ferrara ha sottolineato la mission dell’Ateneo reggino che si sta proiettando verso il miglioramento delle opportunità formative per tutti gli studenti in una dimensione comunitaria ed internazionale, nonché le evidenze di tale percorso che stanno culminando nella venuta a Reggio del premio Nobel per l’economia. Ha, inoltre, manifestato la volontà del mondo accademico di valorizzare i talenti mediante relazioni scientifiche con l’università di Pavia e con un’azione sinergica e cooperativa con la Dirigente Scolastica dell’I.C. “Vitrioli – Principe di Piemonte”, dott.ssa Maria Morabito, che condurrà alla nascita di uno spin-off del gruppo di lavoro della prof.ssa Zanetti “LabTalento” presso la “Mediterranea”.  La Dirigente Morabito, quale padrona di casa, ha espresso grande entusiasmo per l’istituzione di un accordo di rete che ha registrato l’adesione di ben 16 scuole e l’intendimento di sensibilizzare e divulgare gli addetti ai lavori nei confronti dell’identificazione degli alunni con plusdotazione. Ha, in seguito, narrato l’aneddoto relativo al primo contatto con la prof.ssa Zanetti grazie all’impegno della famiglia di un alunno della scuola che ha condotto, per la prima volta, ad un consiglio di classe in videoconferenza con  l’esperta in questione e ha alimentato la motivazione a porre in essere le diverse iniziative. La prof.ssa Zanetti ha intrattenuto piacevolmente l’uditorio con gli studi di caso al fine di evidenziare le modalità di individuazione della plusdotazione che ha definito come “una costellazione di capacità e abilità proprie dell’individuo, che gli permettono di mostrare un eccezionale livello di performance in uno o più settori” e che la stessa deve essere contestualizzata culturalmente nel senso che il vissuto di crescita personale,  familiare e sociale, nonché gli eventi della vita hanno  un ruolo fondamentale nello sviluppo e nel mantenimento dell’alto potenziale. 

Il successivo panel di discussione è stato caratterizzato dalla vivacità dei quesiti posti dalla platea stimolata e sorpresa di fronte all’innovazione e all’esaustività delle risposte fornite dalla Zanetti e, tra l’altro, fortemente commossa di fronte alla testimonianza diretta di una giovane ragazza con alto potenziale cognitivo. In conclusione, tutti i partecipanti si sono mostrati motivata alla prosecuzione del percorso intrapreso con l’accordo di rete.